La Procura di Roma ha chiuso le indagini in merito al caso della diffusione di un audio di Sangiuliano: cosa rischia Maria Rosaria Boccia.
Dopo le varie precisazioni in merito all’utilizzo del logo di Montecitorio, Maria Rosaria Boccia è tornata al centro dell’attenzione per il noto caso Sangiuliano. In particolare, l’imprenditrice di Pompei è a rischio processo per la diffusione degli audio dell’ex Ministro della Cultura. In tal senso, la Procura di Roma ha indagato sul suo conto e su quello del giornalista Carlo Tarallo.

Audio Sangiuliano: Maria Rosaria Boccia a rischio processo
Ci sono novità in merito a Maria Rosaria Boccia dopo il famoso caso Sangiuliano. Lei e il giornalista Carlo Tarallo rischiano di andare a processo in quanto indagati dalla Procura di Roma per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e di sua moglie. Nel dettaglio, la Procura, infatti, ha concluso una serie di indagini e contesta sia a Boccia sia a Tarallo di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l’ex ministro confessava di avere una relazione con la stessa imprenditrice.
Il commento a caldo dell’imprenditrice
A seguito della chiusura delle indagini, la Boccia ha fatto sapere: “Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo. Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un’archiviazione”.
Anche il giornalista Tarallo ha espresso la propria opinione tramite il suo avvocato: “Continuo a trovare sconcertante questa vicenda. Fin dal primo momento era stato chiarito in maniera inequivocabile che il giornalista non aveva alcuna responsabilità sul confezionamento del servizio all’interno del quale era stato diffuso il file audio, essendosi occupato esclusivamente dell’intervista alla Boccia”, le parole riprese da SkyTg24.